mercoledì 16 giugno 2010
Finchè c'è musica che va Norman Zoia.wmv
Quasi un inno per le 1000 e una band, a cavallo del loro sogno musicale.
Testo italiano di Norman Zoia - provino inedito 1994 by Vanadium:
Pino Scotto, Steve Tessarin, Mimmo Prantera, Ruggero Zanolini, Lio Mascheroni
special thanks: Angela Rigoni / Graziano Burin / Gonzales
videowaves: Marfeda
Testo italiano di Norman Zoia - provino inedito 1994 by Vanadium:
Pino Scotto, Steve Tessarin, Mimmo Prantera, Ruggero Zanolini, Lio Mascheroni
special thanks: Angela Rigoni / Graziano Burin / Gonzales
videowaves: Marfeda
domenica 6 giugno 2010
SUITE PER BRIAN JONES
SUITE PER BRIAN JONES
music & lyrics: norman zoia // chano franchi // norman zoia 1969 - voce e 12 corde su acetato registrato dall'autore (all'epoca con lo pseudonimo norman popel)
videowaves di marfeda giugno 2010
Grazie ad alberto salerno / carré d'as - riversaggio in digitale: adriano girotto / graziano burin (circolo dell'immagine la loggia)... dallo spettacolo “il fatto è...” (teatro dell'arte, milano, marzo 1970), diretto da geri palamara - coreografia del brano by claudio rocchi con la partecipazione di paola baldi / margherita bottini / luciana calvano / annie lerner / roberta rossi - si ringrazia per il manifesto dell'epoca: archivio istoreto, torino - il doppio click in controluce è di umberto de giovanni, altri scatti di pierangelo banfi e immagini di repertorio del musicista tragicamente, prematuramente e misteriosamente scomparso - un saluto a bruno vilar lassù con brian jones, nei pascoli di tutti gli dei - come baudelaire, nella celebre fotografia di nadar, si atteggiava fino a sovrapporsi all'immagine dell'amato poe e ad assomigliarvi, anche qui il cantautore viene ad alternarsi con la dovuta umiltà e con tutto il rispetto in una compenetrante sequenza di vecchi clicks rimasti là, nel tempo remoto della prima conquista lunare...
music & lyrics: norman zoia // chano franchi // norman zoia 1969 - voce e 12 corde su acetato registrato dall'autore (all'epoca con lo pseudonimo norman popel)
videowaves di marfeda giugno 2010
Grazie ad alberto salerno / carré d'as - riversaggio in digitale: adriano girotto / graziano burin (circolo dell'immagine la loggia)... dallo spettacolo “il fatto è...” (teatro dell'arte, milano, marzo 1970), diretto da geri palamara - coreografia del brano by claudio rocchi con la partecipazione di paola baldi / margherita bottini / luciana calvano / annie lerner / roberta rossi - si ringrazia per il manifesto dell'epoca: archivio istoreto, torino - il doppio click in controluce è di umberto de giovanni, altri scatti di pierangelo banfi e immagini di repertorio del musicista tragicamente, prematuramente e misteriosamente scomparso - un saluto a bruno vilar lassù con brian jones, nei pascoli di tutti gli dei - come baudelaire, nella celebre fotografia di nadar, si atteggiava fino a sovrapporsi all'immagine dell'amato poe e ad assomigliarvi, anche qui il cantautore viene ad alternarsi con la dovuta umiltà e con tutto il rispetto in una compenetrante sequenza di vecchi clicks rimasti là, nel tempo remoto della prima conquista lunare...
domenica 30 maggio 2010
" MADRE NOSTRA" : VERSI MUSICA IMMAGINI - COLLETTIVA D'ARTE CONTEMPORANEA " NEL NOME DELLA MADRE "

“Madre Nostra che sei qui in terra / che sei la Nostra Madreterna
Che sei la nostra Madre Luna / che come Te non c'è nessuna
Che sei la Musa delle muse / il nostro Angelo e di tutte le cose
Nobile Grazia Santa di Venere / che dai dolcezza all'umano genere
Lady Madonna, Divina Creatura / Madre di Dio & Madre Natura
Madre Coraggio, Nostra Signora / e nel Tuo Nome ci siamo ancora”
Madre Nostra
Stralci dalle stesure originali di
Gamines – Disperanza – Nunù – Madre Luna – Vodka & Luna – Soldatini di Pongo – Che Figlio di Maria – Dio del Blues
Album di riferimento:
IL GRIDO DISPERATO DI MILLE BANDS (1992) – NEL CUORE DEL CAOS (1995) – GUADO (2000) – BUENA SUERTE (2010)
Edizione e Distribuzione: Nar/Ricordi – Dig It International – Rima Record – Valery Records/Frontiers/iTunes
Liriche & Litografie: Norman Zoia
Musiche: Giulio Kaliandro / Stefano Tessarin / Domenico Prantera / Daniele Simonini / Oliviero Riva / Steve Volta
Voce: Pino Scotto – Feat Aida Cooper / Nina / Le Vibrazioni
[...] Fra topi e scorie, buio e macerie, figli di sciuscià. Là senza amore, senza cuore, non ce l'hanno più
E' strappato via per trenta denari, ma non c'è un Dio laggù, non c'è un Dio laggiù ...
[...] No che non può finire, un Dio ci aiuterà, laverà via il dolore, Dio disperante ci salverà
E coprirà il fragore, un Dio ci aiuterà, salirà su un chiarore, Dio disperante ci salverà ...
Ma dove sei Nunù, là nell'ombra, tu dove sei, dove sei? Fra quei lampi alla tivù, verdi e ambra. E brillerà crudeltà
Dal cielo di Baghdad piove la notte su di te, schiacciata là on the road, dolore e un senso che non c'è [...]
[...] M come un angelo tu, tu scioglierai ogni mia catena, mi avvolgerai mille notti ancora
Pelle di pesca, mare in burrasca, è una dolce tempesta. Spirito in piena, musa e sirena, madre luna blu ...
[...] Tornerai per quattro salti a l'Opera, là dall'alto dei cieli. Cercherai ancora musica, per lasciarla a chi credi
Proverai un nuovo bolero, danzerai, tu grande Romeo... ultimo Cristo in mezzo ai rovi [...]
[...] Madre Nostra, ancora tu falli andare, fra luna e stelle, ti prego, falli volare
Buena suerte e un po' di più, per vivere, fra sole e stelle tu, falli sognare [...]
[...] Mio caro Dio, un figlio di Maria, di un'altra Maria, sono anch'io sai
Caro il mio Dio, amico di Maria, non quella Maria, sono anch'io sai? [...]
E' notte ormai, oh Dio del blues, nei retrobar, mio Dio del blues
Cadono i sogni dentro ai bicchieri e intanto fuori morde il crack [...]
sabato 29 maggio 2010
VIRTUALITÀ (provino inedito)
Daniele Simonini - Norman Zoia
Feat: Tosawi Piovani Zoia, 1999
videowaves marfeda
Cuore di città che hai perduto i vecchi blues
Cosa canterò quando sarò giù
La mia realtà stava sopra agli autobus
Ora c'è un robot che non ferma più
Chat line, videogames, mandami un'email
Virtualità più che mai / Virtualità dentro noi
Virtualità dai display / Virtualità tanto ormai
Non c'è più luna
Cuore di città, dove hai messo i vecchi blues
Cosa piangerò quando sarò giù
Un'ombra così cadrà fra un po' su di te
E un brivido qui mi pulsa in un relé
Virtualità più che mai / Virtualità dentro noi
Virtualità dai display / Virtualità tanto ormai
Virtualità più che mai / Virtualità dentro noi
Virtualità dai display / Virtualità tanto ormai
Daniele Simonini - Norman Zoia
Feat: Tosawi Piovani Zoia, 1999
videowaves marfeda
Cuore di città che hai perduto i vecchi blues
Cosa canterò quando sarò giù
La mia realtà stava sopra agli autobus
Ora c'è un robot che non ferma più
Chat line, videogames, mandami un'email
Virtualità più che mai / Virtualità dentro noi
Virtualità dai display / Virtualità tanto ormai
Non c'è più luna
Cuore di città, dove hai messo i vecchi blues
Cosa piangerò quando sarò giù
Un'ombra così cadrà fra un po' su di te
E un brivido qui mi pulsa in un relé
Virtualità più che mai / Virtualità dentro noi
Virtualità dai display / Virtualità tanto ormai
Virtualità più che mai / Virtualità dentro noi
Virtualità dai display / Virtualità tanto ormai
sabato 14 novembre 2009
giovedì 15 ottobre 2009
QUANDO L’ARTE ANTICIPA I TEMPI
precognizioni di un moderno chansonnier
di Reginella Jacopo
Poteri divinatori di un creativo, ovvero certe precognizioni dell’arte. Il brano Ghiacci Ammoniacali è un dipinto in forma musicale firmato da Norman Zoia quasi trent'anni fa'. Già allora ipotizzava un’avventura su Titano raccontando di "mostri che respirano metano".
Ora, è questione di poco e una sonda scenderà realmente su Titano dove, nel frattempo, recenti rilevamenti scientifici hanno accertato davvero presenze di metano e vapori di ammoniaca. Del resto si sa, gli autentici cantori hanno a volte un senso del "divenire" molto speciale, un po’ alla Giulio Verne! La canzone in questione è contenuta in Blues 3000 (il primo multiplo d’arte su cd rom): 600 esemplari numerati e firmati dallo stesso Zoia, poeta transmediale fuoripista per scelta e performer tra i più attenti agli scambi fra discipline.” Così scriveva Barbara Ferrari su "Il Piave in Italia & nel Mondo" il 7 gennaio 2005, ripreso poi a pagina 8 di TrevisoSette (il Settimanale della Marca) del 10 novembre 2006 (l'articolo è reperibile in archivio). Ascoltato alla luce di questa nuova conquista spaziale, il brano di cui sopra lascia di sasso (o di ghiaccio, volendo giocare sul titolo) per l'intuizione, per il ragguardevole numero di riferimenti e per la citazione diretta di Titano. La canzone è stata scritta tra il '77 e il '78 e ha avuto poche esecuzioni. Cantata per la prima volta in pubblico nell'83, è stata un pezzo forte del concerto in favore del Mato Grosso allo Smeraldo di Milano nel '90. Registrata alla SIAE nel '91 e inserita nel CD Rom Blues 3000 nel '98. Una curiosità: la notizia dell'avvenuto sbarco di Huygens sul più grande satellite di Saturno è stata data dai telegiornali il 14 gennaio (lo stesso giorno in cui è nato l'autore di Ghiacci Ammoniacali). Per chiudere, è di stretta attualità la notizia del declassamento di Plutone a semplice pianetino. Beh, comunque la sua nebbia è la stessa che ovattava Milano negli anni cinquanta e sessanta, stando a quanto scrive Zoia nella seconda strofa della canzone in oggetto. Ultimissime dallo spazio: è accertato, su Titano laghi di metano, temperatura a meno duecento e probabilmente un oceano sotterraneo d'acqua e ammoniaca.
Pubblicato da PIAVE in data Sabato, 21 Giugno 2008
precognizioni di un moderno chansonnier
di Reginella Jacopo
Poteri divinatori di un creativo, ovvero certe precognizioni dell’arte. Il brano Ghiacci Ammoniacali è un dipinto in forma musicale firmato da Norman Zoia quasi trent'anni fa'. Già allora ipotizzava un’avventura su Titano raccontando di "mostri che respirano metano".
Ora, è questione di poco e una sonda scenderà realmente su Titano dove, nel frattempo, recenti rilevamenti scientifici hanno accertato davvero presenze di metano e vapori di ammoniaca. Del resto si sa, gli autentici cantori hanno a volte un senso del "divenire" molto speciale, un po’ alla Giulio Verne! La canzone in questione è contenuta in Blues 3000 (il primo multiplo d’arte su cd rom): 600 esemplari numerati e firmati dallo stesso Zoia, poeta transmediale fuoripista per scelta e performer tra i più attenti agli scambi fra discipline.” Così scriveva Barbara Ferrari su "Il Piave in Italia & nel Mondo" il 7 gennaio 2005, ripreso poi a pagina 8 di TrevisoSette (il Settimanale della Marca) del 10 novembre 2006 (l'articolo è reperibile in archivio). Ascoltato alla luce di questa nuova conquista spaziale, il brano di cui sopra lascia di sasso (o di ghiaccio, volendo giocare sul titolo) per l'intuizione, per il ragguardevole numero di riferimenti e per la citazione diretta di Titano. La canzone è stata scritta tra il '77 e il '78 e ha avuto poche esecuzioni. Cantata per la prima volta in pubblico nell'83, è stata un pezzo forte del concerto in favore del Mato Grosso allo Smeraldo di Milano nel '90. Registrata alla SIAE nel '91 e inserita nel CD Rom Blues 3000 nel '98. Una curiosità: la notizia dell'avvenuto sbarco di Huygens sul più grande satellite di Saturno è stata data dai telegiornali il 14 gennaio (lo stesso giorno in cui è nato l'autore di Ghiacci Ammoniacali). Per chiudere, è di stretta attualità la notizia del declassamento di Plutone a semplice pianetino. Beh, comunque la sua nebbia è la stessa che ovattava Milano negli anni cinquanta e sessanta, stando a quanto scrive Zoia nella seconda strofa della canzone in oggetto. Ultimissime dallo spazio: è accertato, su Titano laghi di metano, temperatura a meno duecento e probabilmente un oceano sotterraneo d'acqua e ammoniaca.
Pubblicato da PIAVE in data Sabato, 21 Giugno 2008
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